Operazione di polizia ambientale con la Procura di S.Maria Capua Vetere
Circa 200 capi bufalini allevati senza le autorizzazioni e le verifiche previste sulla salubrità delle acque usate per l’abbeveramento; controlli carenti sul latte prodotto e venduto per la trasformazione. Sigilli scattati per una grossa azienda (120 mila metri quadri) di Villa Literno in seguito ad un’operazione condotta dal nucleo ambientale della Capitaneria di porto di Napoli in collaborazione con la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
L’intervento ha portato alla scoperta anche di altri reati ambientali. L’azienda smaltiva i liquami in quello che chiamava il “lagone”. Un’area non conforme a quanto prescritto dalla legge in cui sono stati rilevati punti di straripamento che attraverso una serie di canali immettevano il materiale nel Lago Patria. Trovati anche rifiuti di edilizia provenienti da attività di demolizione o costruzione che parrebbero contenere amianto (prossimamente saranno effettuate caratterizzazioni da parte dell’Arpac).
L’operazione fa il paio con un altro importante intervento che ha portato lo scorso mese alla chiusura di due aziende zootecniche. Anche in questo caso la Capitaneria di porto ha fatto uso di strumenti di telerilevamento dall’aereo in dotazione al Corpo.