• 3 Aprile 2025 14:14

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Il porto di Brindisi faro della cantieristica navale: Il progetto di Piloda Shipyard, Futuro di Eccellenza nel Mediterraneo

Ecco i dettagli del progetto di Piloda Shipyard per la manifestazione di interesse indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la riconversione e la reindustrializzazione dell’area dell’ex centrale a carbone nel porto di Brindisi.

Si tratta di un investimento di 140 milioni di euro per 600 posti di lavoro pronto in 24 mesi.

Donato Di Palo (Ceo Piloda Shipyard): “Il nostro è un progetto già cantierabile. Le autorizzazioni sono state già concesse nell’ambito del nuovo piano regolatore portuale”

  • Trasformare il porto di Brindisi in un hub di eccellenza per la riparazione, il refitting e la demolizione di navi fino a 250 metri di lunghezza grazie ad un investimento complessivo di 140 milioni di euro e la creazione di 600 posti di lavoro diretti e indiretti.
  • Realizzare un dry dock di dimensioni 230×48 metri con la costruzione di nuove infrastrutture.
  • Essere pronti immediatamente alla cantierizzazione dell’area. Le autorizzazioni necessarie, infatti, sono state già concesse dalle autorità competenti nell’ambito del nuovo piano regolatore portuale.

Sono questi i punti cardine del progetto di Piloda Shipyard per la manifestazione di interesse indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la riconversione e la reindustrializzazione dell’area dell’ex centrale a carbone nel porto di Brindisi. Si tratta di un progetto pronto in 24 mesi a partire dal 2026 proprio perché le autorizzazioni necessarie sono già previste nell’ambito del nuovo piano regolatore portuale.

Il progetto proposto si configura come un’espansione delle attività già esistenti, piuttosto che l’avvio di una nuova iniziativa. Tale ampliamento rappresenta un’opportunità strategica per consolidare e potenziare la presenza dell’azienda nel settore navale, contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo economico e occupazionale del territorio.

Piloda Shipyard, forte della sua esperienza e della sua consolidata presenza nel porto di Brindisi, si impegna così a garantire un approccio progettuale innovativo, sostenibile e in linea con le esigenze del contesto portuale e delle normative vigenti.

Descrizione del Progetto

Il progetto mira a potenziare il Porto di Brindisi, trasformandolo in un hub di eccellenza per la riparazione, il refitting di imbarcazioni fino a  200 metri, mega yacht, e la demolizione navale, con un investimento complessivo di 140 milioni di euro. La realizzazione di un dry dock di dimensioni 230×48 metri e la costruzione di nuove infrastrutture garantiranno una competitività internazionale, generando 600 posti di lavoro tra diretti e indiretti.

L’iniziativa risponde alla crescente domanda del settore, consolidando il ruolo dell’Italia nel mercato navale e riducendo la delocalizzazione delle attività all’estero.

Secondo i dati elaborati dalla nuova edizione di Nautica in Cifre – Log, l’annuario statistico realizzato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica in partnership con Fondazione Edison, il fatturato complessivo del settore refit, riparazione e rimessaggio per l’anno 2023 è di oltre 495 milioni di euro (+17,8% circa rispetto al 2022)

Obiettivi

L’obiettivo principale è quello di ampliare le attività di riparazione navale con un focus su navi commerciali e mega yacht, e creare un polo specializzato nella demolizione navale.

Il mercato del refitting di mega yacht in Italia è in forte espansione, ma l’offerta di strutture adeguate ad imbarcazioni di grandi dimensioni (50-100 metri) è limitata.

Piloda Shipyard si propone come partner di riferimento per soddisfare questa esigenza, grazie alla sua posizione geografica strategica, alla presenza di infrastrutture come l’aeroporto, alla disponibilità di aree idonee e alla professionalità della manodopera locale.

Impatto Economico e Occupazionale

Il progetto prevede un incremento significativo delle unità lavorative, con 250 nuovi dipendenti diretti e un numero equivalente di posti di lavoro indiretti, generati dalle attività di outsourcing e dall’indotto correlato. L’Italia, leader nella produzione di mega yacht, beneficerà ulteriormente di questo sviluppo, con un impatto positivo sull’intera filiera navale.

Grazie a questo progetto Brindisi diventerebbe un faro nella cantieristica di settore nel Mediterraneo al pari di bacini presenti solo a Malta, in Marocco, Gibilterra, Tunisia e nel Mare del nord in Spagna.

Innovazione e Mercato

La costruzione di un dry dock di grandi dimensioni (230×48 metri) consentirà di intercettare un mercato più ampio e di rispondere alla crescente domanda di servizi specializzati, attualmente spesso delocalizzati all’estero. Inoltre, il progetto prevede la creazione di un’area dedicata alla demolizione navale, autorizzata ai sensi del “Decreto

Concordia”, per unità superiori a 500 tonnellate di stazza lorda. Questo settore è in crescita, anche grazie alle nuove normative sulle emissioni, che porteranno a un aumento delle navi da demolire nei prossimi anni.

Perché costruire un polo di riferimento per l’attività di demolizione di navi.
“Il nostro progetto – spiega Donato Di Palo, Ceo di Piloda Shipyard che ha presentato la manifestazione di interesse – prevede di avere il nuovo bacino galleggiante a disposizione per l’attività di refitting e demolizione. Un bacino già autorizzato ai sensi del così detto “Decreto Concordia” per le demolizioni navali per unità superiori a 500T di stazza lorda. Il mercato è in crescita. Considerando le nuove normative legate alle emissioni che gradualmente entreranno in vigore nei prossimi anni, saranno sempre più le unità navali che andranno a demolizione. Attualmente il mercato è prevalentemente all’estero, basti pensare che anche la Marina Militare Italiana demolisce le proprie unità fuori dai nostri confini nazionali”.

La ricaduta occupazionale
“La ricaduta occupazionale – continua Donato Di Palo – Sarebbe di grande importanza, sia guardando al breve termine, nel periodo interessato dal progetto, sia guardando a lungo termine. Brindisi diventerebbe così uno snodo fondamentale per tutto il basso Adriatico ed il Mediterraneo creando un indotto importante grazie anche alla sua capacità occupazionale data dall’esperienza e dalla vocazione marittima della città. In Italia ci sono pochissimi bacini adatti allo smantellamento di navi fino a 250 metri, come quello che è intervenuto sulla Concordia a Genova. Brindisi diventerebbe un faro per il settore”

I tempi di realizzazione

“Il progetto – aggiunge Di Palo – è immediatamente cantierabile in quanto sorge in aree inserite nel nuovo piano regolatore del porto approvato a gennaio e quindi già in presenza delle autorizzazioni necessarie. Calcoliamo 24 mesi dall’inizio dei lavori”.

Il nostro attuale impegno su Brindisi

“Il cantiere – conclude Di Palo – è stato fondato negli anni 60 e acquisito da Piloda Group nel 2020. Stiamo effettuando continui investimenti in tecnologia e risorse umane. La nostra posizione strategica nel Mediterraneo, le infrastrutture (darsena, bacino galleggiante Don Antonio) e i servizi di refitting, manutenzione, riparazione e conversione ci pongono al centro di una continua crescita. Stiamo investendo costantemente in tecnologia e risorse umane per supportare i settori della nautica commerciale e da diporto. Questi sono solo alcuni degli ambiti in cui siamo attivamente impegnati con l’obiettivo di consolidare e ampliare il nostro ruolo nel settore”. “Si tratta di un’area di quasi 35.000 quadri con circa 3.000 mq di superficie coperta in Via Torpediniera Perseo. Utilizziamo tecnologie all’avanguardia come software di progettazione 3D, saldature avanzate e materiali innovativi per garantire la consegna di navi sicure, efficienti e rispettose dell’ambiente. Impegnati nella sostenibilità, adottiamo pratiche ecologiche e collaboriamo con le autorità locali per proteggere l’ecosistema marino. Piloda Shipyard Brindisi collabora con le principali compagnie di navigazione, enti governativi e istituzioni accademiche, impegnando 130 dipendenti per un fatturato di 25 milioni di euro. Brindisi per noi non solo è un luogo dove svolgiamo gran parte del core business ma anche un trampolino di lancio per lo sviluppo futuro dell’area cantieristica e per garantire occupazione continuativa e di ottima formazione”

 ABOUT PILODA GROUP

Piloda Group, con oltre un secolo di storia, è diventato un attore principale nel settore edilizio, marittimo e nautico di lusso e innovativo. La divisione nautica Piloda, con il suo nuovo marchio Ad Astra, consolida la presenza del gruppo nel settore nautico. La nostra missione integra tradizioni secolari con una visione innovativa, impegnandoci in progetti sostenibili e funzionali. Collaboriamo con enti pubblici su infrastrutture critiche, edilizia sociale e spazi commerciali, contribuendo al progresso delle comunità.

La ristrutturazione di immobili storici incarna la nostra filosofia, rispettando il passato e dando vita alle costruzioni nel presente. Preserviamo il patrimonio culturale in collaborazione con enti di conservazione, come testimoniano i nostri interventi nelle aree archeologiche più importanti.

ABOUT PILODA SHIPYARD

Piloda Shipyard è la divisione del gruppo Piloda che si occupa di progettazione, conversione, refitting e manutenzione nell’ambito navale. Grazie alle professionalità acquisite nel tempo, nei diversi siti cantieristici del gruppo è possibile eseguire lavori custom di costruzione, riparazione e conversione di navi, oltre al miglioramento delle capacità ed efficienza delle stesse, soddisfacendo le esigenti aspettative di committenti privati e pubblici.